Armin Zöggeler è stato tra i primi a portarla dopo l’accensione ad Olimpia, ma nessuna atleta altoatesina accompagnerà la Fiamma Olimpica tanto a lungo quanto Vivien Insam. L’ex sciatrice alpina gardenese, che fa parte del G.S. Fiamme Oro, è stata selezionata per questa missione speciale. Il comitato organizzatore di Milano Cortina 2026 ha incaricato la Polizia della protezione della Torcia Olimpica. Così dodici membri del suo Gruppo Sportivo, sei donne e sei uomini, scortano quello che al momento è il fuoco più famoso nel suo viaggio attraverso l’Italia.
L’incarico di Vivien Insam è diviso in due parti: accompagna la Fiamma Olimpica dal 5 al 21 dicembre, poi tornerà a casa per 15 giorni. La seconda parte inizierà il 6 gennaio e proseguirà fino al 22 gennaio. Inoltre dal 27 al 29 gennaio accompagnerà la carovana nelle tre tappe altoatesine, quindi anche sugli sci nel Sellaronda.
Il compito principale della giovane ladina è scortare i tedofori e assicurarsi che nessuno si introduca nella staffetta o cerchi di rubare la Torcia. “È un compito dai ritmi serrati. Siamo attivi dalle 7 alle 23 e non dormiamo molto, ma la soddisfazione è enorme. Il contesto è unico ed è una bella ricompensa per gli sforzi fatti”, afferma Vivien Insam.
Incontri emozionanti e luoghi indimenticabili
Quest’esperienza unica è “molto bella” ed “emozionante” per Vivien Insam, rimasta profondamente colpita dalle persone che possono portare la torcia. “Sono rappresentati tutti gli strati della popolazione. Giovani, persone anziane, sportivi, personalità, persone con disabilità: tutti sono estremamente orgogliosi di poterlo fare. È bello poter assistere a queste emozioni.”
Il suo ruolo include anche la protezione delle lanterne, che custodiscono il fuoco di notte e durante i trasporti. “Ogni notte le tiene in camera qualcun altro. Il fuoco non si può spegnere”, spiega Vivien Insam. “Io l’ho custodito qualche giorno fa, nella traversata da Livorno a Olbia. È stato speciale, anche perché finora non ero mai stata su una nave così grande.”
Nonostante il grande sforzo fisico – nei primi giorni il team ha percorso a piedi fino a 34 chilometri, di norma sono tra i 20 e i 25 chilometri al giorno –, il viaggio è un arricchimento. “Raggiungiamo tantissimi bei luoghi. Devo ammettere che spesso mi capita di non vedere molto, perché devo essere molto concentrata”, afferma Insam. Tuttavia alla gardenese è rimasto impresso un luogo in particolare, Assisi. “Non ci ero mai stata e mi è piaciuto tantissimo. L’Italia è un Paese incredibilmente bello e questo viaggio lo conferma.”
All’ultima domanda, se lei stessa porterà la fiaccola, Vivien Insam risponde: “Probabilmente sì. Se manca qualcuno, possiamo subentrare.” Fino ad allora, continuerà a essere una concentrata Flame Angel, sempre focalizzata sui tedofori, affinché la luce raggiunga il traguardo in modo sicuro e puntuale.