Gli Stoanerne Mandl, letteralmente gli "omini di pietra", sono figure che in Alto Adige vengono erette da secoli su passi montani e altipiani. Ora questa installazione, dedicata ai Giochi di Milano Cortina 2026, sarà visibile anche all'imbocco del centro abitato di Dobbiaco. (Foto: USP/Jacopo Coen)

Dobbiaco: gli “Stoanerne Mandln” diventano simboli olimpici

A Dobbiaco la cerimonia di inaugurazione dell’opera d’arte ispirata agli Stoanerne Mandln, gli “omini di pietra” Il presidente Arno Kompatscher: “Celebrare e ricordare l’unione e i valori olimpici”

DOBBIACO (USP). I Giochi Olimpici rappresentano tradizionalmente valori come l’ambizione, il successo, la fatica, ma anche la condivisione, l’orgoglio e l’unione tra persone e popoli. In occasione dei Giochi di Milano Cortina 2026, anche l’arte contemporanea, ispirata ai valori olimpici, farà la sua parte, grazie a cinque speciali installazioni di pietra, che andranno a fare bella mostra di sé in cinque punti strategici di collegamento tra le sedi di gara. Gli Stoanerne Mandl, letteralmente gli “omini di pietra”, sono figure che in Alto Adige vengono erette da secoli su passi montani e altipiani; ora verranno riadattati in occasione dei Giochi invernali che faranno tappa anche ad Anterselva. Domenica 19 ottobre una delle cinque opere (le altre verranno collocate a San Lorenzo di Sebato, Anterselva, Ora e Vezzano) è stata ufficialmente svelata all’imbocco del centro di Dobbiaco, alla presenza del presidente della Provincia Arno Kompatscher, del sindaco di Dobbiaco Martin Rienzner e di numerosi rappresentanti del mondo dello sport locale, tra cui l’ex fondista Stephanie Santer, nata e cresciuta proprio a Dobbiaco, e l’ex olimpionico Hansjörg Raffl, medaglia di bronzo ai Giochi di Albertville del 1992 e argento nella rassegna di Lillehammer (1994), sempre nella specialità doppio di slittino.

Cinque anelli, cinque pietre, cinque installazioni

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha sottolineato come le pietre collocate a Dobbiaco rappresentino i cinque anelli olimpici, creando un ponte ideale tra territori e popoli. “Questa scultura simboleggia i valori autentici dei Giochi come la pace, la sana competizione, il rispetto e l’unione: elementi che vogliamo rappresentino un eredità futuro”, ha sottolineato per il futuro”, ha detto Kompatscher nel suo intervento. “Questa installazione sorge all’imbocco della strada per Cortina d’Ampezzo, costruita nel 1956 proprio in occasione dei Giochi in terra ampezzana: per la nostra comunità e la nostra terra di sportivi e campioni la rassegna olimpica rappresenta un grande motivo di orgoglio”, ha rimarcato il sindaco di Dobbiaco Martin Rienzner.

Stephanie Santer ha rimarcato come i Giochi rappresentino una grande occasione per le nuove generazioni. “I giovani possono ispirarsi ai Giochi per inseguire i loro sogni e coltivare ancora di più le loro ambizioni. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’ex olimpionico di slittino di doppio Hansjörg Raffl. “Tutto il mondo potrà ammirare le nostre peculiarità e, alzando gli occhi, ammirare le meraviglie naturali che circondano il nostro territorio. I Giochi saranno un momento speciale per il nostro territorio” ha spiegato Raffl.

L’originale e creativo progetto è stato realizzato dall’impresa Pertoll di Appiano. Il concept comunicativo e il design portano la firma di Mario Varesco e Marco Fontanesi. Un’opera di grande impatto, che nasce dalla maestria dell’artigianato altoatesino. Il conto alla rovescia per Milano Cortina 2026 continua.

Gli Stoanerne Mandl, letteralmente gli "omini di pietra", sono figure che in Alto Adige vengono erette da secoli su passi montani e altipiani. Ora questa installazione, dedicata ai Giochi di Milano Cortina 2026, sarà visibile anche all'imbocco del centro abitato di Dobbiaco. (Foto: USP/Jacopo Coen)
Gli Stoanerne Mandl, letteralmente gli "omini di pietra", sono figure che in Alto Adige vengono erette da secoli su passi montani e altipiani. Ora questa installazione, dedicata ai Giochi di Milano Cortina 2026, sarà visibile anche all'imbocco del centro abitato di Dobbiaco. (Foto: USP/Jacopo Coen)

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